triddi di semola e prezzemolo
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I triddi, pasta fresca di semola e prezzemolo

L’ondata di gelo di questi giorni ha fatto tornare la voglia di cibi caldi e confortanti, come zuppe e minestre. Anche se l’inverno non è finito, nelle campagne fanno capolino i primi fiori sugli alberi da frutto, facendo già desiderare la primavera e tutte le sue deliziose primizie.

Quando il freddo si fa sentire, il rimedio più efficace mi sembra sempre un bel brodo, ricco di verdure e, perchè no, anche con una bella gallina ruspante. Non si può negare che, a immaginarlo, già viene l’acquolina. E mentre il brodo freme sul fuoco, ho pensato di fare i triddi, una pasta fresca di semola tipica della Puglia.

Come dico sempre, i piatti tipici regionali hanno ricette specifiche, ma poi ci sono le maniere, ovvero il modo che ha ogni paese, o ogni famiglia, di eseguire la ricetta, secondo le proprie tradizioni. Ovviamente le variazioni sono minime e sui dettagli. Io faccio i triddi alla maniera della mia mamma, che sostiene ad esempio che la farina deve essere semolina -come la chama lei- ovvero la semola non rimacinata, quella un pò grossolana che conferisce alla pasta fresca una consistenza più rustica.

Tradizione vuole che i triddi si preparino il giorno di Santo Stefano, con un ricco brodo di gallina, ma questo freddo improvviso mi ha fatto venire nostalgia, di famiglia e di festa, e allora mi sono messa all’opera.

triddi di semola e prezzemolo

cosa serve: per 4 persone

  • 500gr farina di semola
  • 1 uovo
  • 4-5 gambi di prezzemolo
  • acqua tiepida e sale q.b.

come si fa:

Prelevate le foglie del prezzemolo, e dopo averle lavate e asciugate accuratamente, tritatele molto finemente. Disponete la farina sulla spianatoia, aggiungete l’uovo, un pizzico di sale, il prezzemolo e iniziate ad impastare, aggiungendo man mano l’acqua tiepida che serve per raggiungere la giusta consistenza. Fate riposare in frigo trenta minuti, avvolto in pellicola alimentare o in un cannovaccio pulito.

triddi di semola e prezzemolo

Trascorso il tempo di riposo, prelevate dei pezzettini di impasto e tirateli col mattarello, formando una sfoglia di un paio di millimetri. La faccio spessa perchè mi piace così, ma se preferite la pasta sottile procedete secondo i vostri gusti.

Con pollice e indice iniziate a pizzicare la pasta, staccando piccolissimi pezzetti, e metteli ad asciugare, cospargendo con un pò di farina. Ci vuole un pò di pazienza, ma il risultato vi ripagherà della fatica. Se invece avete fretta, o poca pazienza, usate una rotella tagliapasta. Fate delle strisce irregolari e sottili, prima in un senso e poi nel verso ortogonale, per avere dei quadrucci irregolari.

triddi di semola e prezzemolo

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